lunedì 7 aprile 2014

Mi ama mi mangia mi ama mi mangia...


Venerdì scorso, trovandomi nel metrò di Milano, sono rimasta colpita da questo cartellone, che infatti ho fotografato:



Mi piacerebbe poter essere certa che questa campagna, promossa dall'Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), potrà aprire gli occhi di tante persone, che ogni Pasqua, senza soffermarsi a riflettere su ciò che mettono, o si ritrovano, nel piatto, fanno sì che la deplorevole tradizione di cucinare il capretto si perpetui.
Purtroppo penso che ci sia parecchia gente che liquiderà questi manifesti con una scrollata di spalle, attribuendoli a quegli estremisti di animalisti che con tutti i problemi che ci sono al mondo stanno lì a preoccuparsi di salvare gli agnellini, che sì, sono anche dolci e carini, la quintessenza dell'innocenza, ma dopotutto li abbiamo sempre mangiati.
Sigh!
Credo anche, però, che al di là di queste persone, a parecchie altre questo tipo di manifesto, essenziale, immediato, metterà quantomeno la pulce nell'orecchio.
Ricordiamoci però che al posto dell'agnello, il tenero, candido "bambino" destinato spesso ahimè ad essere sacrificato in nome della tradizione e della gola, al suo posto potrebbe starci, di pari diritto, ognuno degli altri animali abitualmente allevati per finire sulle nostre tavole.

Qui sotto i due manifesti di questa campagna pasquale:





Buttatevi su conigli e uova di cioccolato, lasciate stare gli agnellini. Forse prenderete un po' di ciccia e vi verrà qualche brufolo, ma non avrete contribuito al tristissimo commercio di questi piccoli innocenti.

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