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mercoledì 18 luglio 2012

Mano nella zampa



Pubblico questa immagine trovata in internet e relativa alla liberazione di alcuni beagles dalla fabbrica di cani da laboratorio Green Hill avvenuta qualche tempo fa.
La pubblico perché oggi la Green Hill è stata posta sotto sequestro. Ma la pubblico anche perché mi sembra un'immagine simbolo per chi ha a cuore la liberazione degli animali dallo sfruttamento e dalla sofferenza.
Questo piccolo cane indifeso portato in salvo oltre il filo spinato da mani benevole (così diverse da quelle crudeli dei vivisettori che certamente mai gli avrebbero riservato una carezza o un tocco amorevole), racchiude un messaggio di speranza per gli innumerevoli altri animali prigionieri dei laboratori e degli allevamenti, ma anche un invito a noi esseri umani a tendere loro, finalmente, la nostra mano.


venerdì 10 febbraio 2012

Guardare oltre Green Hill

L'indignazione suscitata in tante persone dall'allevamento Green Hill, tristemente nota fabbrica di beagles destinati ai laboratori di vivisezione, non può che fare piacere a chi come me ha tanto a cuore la questione animale.
Mi piacerebbe però che la gente provasse altrettanta indignazione e altrettanto dolore anche nei confronti di tutti gli altri animali che hanno la sventura di nascere in uno stabulario e di essere destinati alla ricerca, farmaceutica o cosmetica.
Il beagle ci tocca particolarmente, perché è un cane, dunque l'animale da compagnia per eccellenza, e immagino che tanti padroni di cani trovino terribile pensare che questi animali così importanti per loro, veri compagni di vita, vengano sottoposti alla vivisezione.
Purtroppo, come ben sappiamo, moltissime altre specie vengono destinate agli esperimenti.
Cani meticci, gatti, conigli, roditori di vario tipo (a me particolarmente cari, avendone avuti parecchi), come i ratti, i topolini, i gerbilli, i porcellini d'India, e poi le scimmie (pare, se non erro, che in Inghilterra si sia giunti all'abolizione degli esperimenti sui primati, o che si sia prossimi a farlo; benissimo, ma perché loro sì e gli altri animali no? Forse perché i primati ci ricordano troppo noi stessi?), maiali, e qualsiasi altro animale all'occorrenza.
Credo che, tra i molti che piangono per i beagles di Green Hill, troverei certamente diverse persone che non avrebbero lo stesso sentimento per un ratto o un topolino, o per un maiale. Magari mi sbaglio, ma penso che sia così. Perché certi animali, ancor una volta, sono più degni di altri della nostra compassione.
Spero con tutto il cuore che Green Hill chiuda i battenti. Sarebbe un luogo d'orrore in meno in questo mondo. Ma spero altrettanto che si facciano presidi e si combatta anche per chiudere tutti gli altri stabulari, tutte le altre fabbriche di animali, a qualunque specie appartengano.

Vi segnalo un bellissimo articolo pubblicato sulla pagina http://www.vitadacani.org/index.php?page=dl4, sul sito dell'associazione Vitadacani, di Arese, che tra le altre cose si occupa, quando possibile, di riscattare animali che hanno subito sperimentazioni e di cercare di dare loro una vita degna di essere vissuta. In questo articolo si parla dei beagles che sono riusciti a portare fuori da un laboratorio.